Fonte immagine – Pixabay
L’EDITORIALE – Carissimi redattori e amati lettori
a voi ora un ambiguo concetto, trasversale nei contesti e vicino al mondo delle possibilità inesplorate: il potenziale.
Tenendo presente che sarebbe presuntuoso avere la certezza di dare risposte, devo andare verso il creduto opposto. Sono i dubbi che mostrano un altro lato della nostra indole, non trasmettono sicurezza, bensì rappresentano il mezzo ideale per arrivare a delle certezza. Se io mi ricordo di mettere in dubbio ciò che mi circonda, capisco che posso arrivare anche in altri modi a un determinato obiettivo. È nel percorso che debbo mostrare i talenti, le capacità e la tempra necessaria per superare le difficoltà. Già, ma accanto a tutto questo va considerata una forza.
Essa è variabile, influenzabile dagli altri ma esprimibile tramite una reale canalizzazione delle proprie abilità. Il potenziale è composto da tutte le modalità che potremmo esprimere se non vi fossero i condizionamenti.
Perché solo un talento, un tipo di intelligenza, o determinati atteggiamenti premiano? Ci sarebbe da esaminare il perché il talento sportivo di un atleta sia eccelso, ma non raggiunge gli stessi risultati di un altro soggetto simile. Ebbene, una delle questioni su cui discutere è senza dubbio quella caratteriale. Quel modo di porsi ha portato i suoi frutti … ma non è tutto. Siamo esseri umani e per quanto non vorremmo, spendiamo la maggior parte della nostra vita in convenzioni sociali, accomodamenti economici e scelte spinte da un ancestrale desiderio di appartenere a qualcosa. Un modo di porsi avrà avuto i suoi effetti positivi, anche perché l’ambiente, il collettivo umano e determinate circostanze hanno ottimizzato l’ottenimento del risultato.
Non si tratta di grandi problemi legati all’etica o alla morale. È necessario sottolineare una tremenda e salvifica verità: si deve amare quello che si fa. Pena, il sentirsi un pesce fuor d’acqua. Quello che facciamo plasma il nostro essere. E aggiungo un detto che viene dal passato: “Similia similibus curantur” – dal latino i Simili si curino coi simili – . Saggia accezione per tutti noi che di Arte e creatività vorremmo vivere.
Il potenziale è strettamente collegato ai propri talenti, così come la possibilità di espressione dello stesso arriva se non ci faremo plasmare dai condizionamenti esterni e dall’ambiente. Non è detto che ci dia le giuste possibilità per emergere, ma la meritocrazia, purtroppo, è spesso compagna di lunghi, bellissimi e dolorosi viaggi.
È probabile che la felicità sia in ogni cosa, come dicono a Oriente, ma è altrettanto vero che ci sono molti tipi di felicità, e ognuno di noi, nel suo sacro spazio ha diritto di governare i pensieri per predisporre al meglio la rotta dei suoi sogni.
Paolo Cavaleri

