Les Rencontres d’Arles – “Disobedient images”

Visitando la 56ª edizione del festival della fotografia

di Elisa Heusch

Anche quest’anno, grazie all’iniziativa di Michel Guillet di “Percorsi Fotografici”, ho avuto modo di visitare numerose mostre – purtroppo anche stavolta non tutte – facenti parte del festival internazionale di fotografia “Les Rencontres d’Arles”, che si tiene ogni anno nella splendida cittadina provenzale nel periodo che va da inizio luglio a inizio ottobre, in vari siti d’eccezione, alcuni dei quali rimangono chiusi per tutto il resto dell’anno.

Per il 2025 il tema del festival è ‘immagini disobbedienti’, ovvero quelle fotografie che sottolineano aspetti spesso ‘scomodi’ e diventano strumento di resistenza, e forte testimonianza delle trasformazioni sociali in rapporto alle crisi contemporanee.

Il festival vuole mostrare quanto la fotografia sempre di più sia in grado di diventare uno spazio di consapevolezza, e testimonianza del sapersi reinventare.

Quest’anno in particolare il focus è la celebrazione delle differenti culture, etnie ed origini, per far capire che le identità dei vari popoli non si limitano ad essere radicate ad un solo territorio, ma spesso si intrecciano, si estendono e si ricreano nel corso del tempo.

Per quanto riguarda i focus geografici, da una parte viene celebrato il vigore artistico del Brasile, attraverso l’arte contemporanea, in dialogo con la fotografia contemporanea e il modernismo: “Ancestral Futures” riflette su memoria e identità, reinterpretando archivi visivi per interrogare l’eredità coloniale e le lotte delle comunità afro-brasiliane, indigene e LGBTQIA+, ridefinendo le rappresentazioni e aprendo nuove prospettive per il futuro, “Retratistas do Morro” rivela la vita quotidiana nella Serra, la favela più grande e antica di Belo Horizonte, attraverso 250.000 negativi dei fotografi João Mendes e Afonso Pimenta, la mostra dedicata a Claudia Andujar mette in evidenza il suo attivismo nelle lotte degli anni ’60 e ’70, prima che si dedicasse al popolo indigeno Yanomami, il Foto Cine Clube Bandeirante(FCCB) illustra un periodo cruciale della fotografia modernista brasiliana.

; d’altra parte “On Country: Photography from Australia”, negli spazi della chiesa di Sant’Anna, esplora invece la profonda e spirituale relazione che gli aborigeni hanno con la loro terra, come strumento di trasmissione e resilienza; e per ciò che riguarda gli Stati Uniti, “U.S. Route 1” rivisita il progetto incompiuto di Berenice Abbott, con Anna Fox e Karen Knorr che esplorano la famosissima strada dal Maine fino alla Florida, esponendo spaccature economiche, crisi migratorie e tensioni identitarie.

Il nostro viaggio nelle mostre è partito dall’esposizione sulla straordinaria Letizia Battaglia, la foto-reporter italiana di fama mondiale scomparsa tre anni fa, che ha catturato per quasi tutta la sua vita la violenza della mafia siciliana, sfidando le minacce e le ritorsioni subite, mettendo però allo stesso tempo anche in evidenza la bellezza e la vitalità della sua città di origine, Palermo.

Spazio dedicato a Letizia Battaglia

Ogni anno le esposizioni si snodano alternando il recupero di immagini di archivio, ad altre raccolte inedite di artisti emergenti, creando avvincenti collegamenti che rispecchino la tematica proposta.

Non sarebbe facile ripercorrere precisamente in questa sede il susseguirsi di tutte le mostre che abbiamo visitato nell’arco di quattro giorni, ma ho cercato di fissare visivamente in una gallery alcune delle immagini cruciali, partendo appunto dalla Battaglia, attraverso le esposizioni di artisti emergenti, passando anche per l’immenso Todd Hido con i suoi scenari ‘cinematografici’ ovattati e malinconici, e concludendo con le esposizioni all’interno del museo Luma, tra cui quella che celebra lo sguardo singolare di David Armstrong che con i suoi ritratti ha catturato un’era, quella che ripercorre storia dello stilista Yves Saint Laurent in rapporto anche a moltissimi fotografi famosi che lo hanno ritratto in svariate occasioni (con alcune delle riviste storiche di moda degli anni ’60/’70/’80), e la mostra intitolata “Construction Deconstruction Reconstruction”, che presenta la fotografia modernista brasiliana attraverso la produzione del Foto Cine Clube Bandeirante (FCCB), un club di fotografia amatoriale di San Paolo che si è distinto come culla di pratiche e ricerche innovative. Si può dire che abbia rivoluzionato la fotografia brasiliana, favorendone la globalizzazione e l’istituzionalizzazione. 


Ogni anno il prestigioso festival attira globalmente centinaia di migliaia di visitatori, con molti eventi collaterali durante la settimana di apertura a luglio, ed innumerevoli altre mostre del circuito “Off”all’interno di spazi commerciali, ed è sempre di grandissima ispirazione per fotografi di tutto il mondo, fotoamatori, amanti del visuale e non solo!

Il weekend conclusivo del festival quest’anno sarà quello del 4-5 ottobre.

È possibile avere tutte le info necessarie sulle mostre, le varie locations ed i costi sul sito: https://www.rencontres-arles.com

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