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Carissimi redattori e amati lettori
L’Editoriale – Proprio in questi giorni di Dicembre si propone una tematica importante. Spesso discussa, molto centrale e quasi sempre spinta emotiva, nel bene o nel male, di scelte fondanti per i propri percorsi: la famiglia. Essa è ciò che genera uno dei modelli più antichi dell’umanità. Dai gruppi sociali di ominidi, per la nostra specie di Homo Sapiens, col frutto genetico dell’unione fra un uomo e una donna, più scientificamente intesi come sesso femminile e maschile, rispettivamente coi cromosomi XX e XY, fino al senso dei casati che per secoli hanno caratterizzato, con protagonismo, il primato di appartenenza a una famiglia. Non è tutto, ovviamente.
Come quasi sempre accade, è il fattore morale che, a lungo termine, rivela l’operato di esseri umani fieri di rientrare in ruoli, autorità e centri di potere, in cui non sempre si ottempera ai propri doveri nei confronti di una comunità. Da quest’ultima è sostenibile l’idea che una famiglia non debba necessariamente solo essere un nucleo che genera altri figli, bensì un gruppo allargato di uomini, donne, infanti, adolescenti, saggi, che insieme possano discutere di una visione risolutiva e armonica nei confronti delle stesse loro vite.
Volendo vedere la questione per un concetto più riassuntivo, in Europa, alcune famiglie si sono coordinate in centri di piccolo controllo che, grazie alle loro facoltà commerciali, ha portato al primato di politiche decisionali sull’economia, le sovranità, fino al futuro di ogni abitante di questa civiltà, oggi confusa, deregolamentata ma, se presa con intelligenza, aiutata da tecnologie. Nessuna risposta, solo una domanda: cosa hanno lasciato queste famiglie? Viviamo realmente nel progresso, o forse abbiamo perso una serie di atteggiamenti sensibili che Madre Natura ci ha dato?
Ora andiamo al lato opposto. Ciò che nasce dalla semplicità corrisponde alla naturalezza, ed entrando nella dimensione affettiva, dell’amore sentimentale e del bene reciproco, ci si allontana da convenienze e promesse di potere. Se la famiglia è un nucleo, esso è pur sempre il centro di un qualcosa che all’inizio ha una minima propaggine: se questa è spinta da umane intenzioni e unione per somiglianze dell’animo, allora si crea davvero qualcosa che va oltre il potere, scuotendo il tedio e smuovendo gli spiriti. Molti genitori credono che il loro sia il ‘lavoro’ più difficile al mondo, e così è sicuramente, ma i figli hanno nei loro tratti quei caratteri che li avvicinano a quelli da cui son venuti. I figli possono anche incamminarsi per mete non volute dai padri, e non ritenute sicure per le madri, ma d’altronde, come dissi a suo tempo, la cosa più difficile al mondo non è convivere nel gruppo, quanto riconoscersi per scelte diverse. Una volta dissi – “I figli fanno sì che i genitori si somiglino” – affermazione insolita ma facile da capire. Tratti, espressioni e movenze di chi fu e non si è mai visto ma che forse ci è giunto dai ricordi, coi racconti, gli aneddoti, le frasi e i pensieri di quelli che non ebbero idea di come il mondo potesse evolvere.
Adesso, cercando di riunire i due spettri, è utile affermare che qualunque soggetto si affianchi a chi gli somiglia, gli appartiene, oppure tenda a chi vorrebbe costruire una visione, anche piccola, lo fa per risuonare su valori predestinati. Si rientra non tanto nella parola famiglia, quanto nell’aggettivo familiare, per via di visibili accordi etici di condotta. C’è chi ha più famiglia nei contesti amicali, in quelli ludici, perfino professionali, e questo è causa di una ragione umana ben specifica: l’affetto. L’inclinazione a un’idea, può far credere ai fratelli di non essere tali, e le idee sostenute dei genitori di disconoscere i figli.
Colgo questo tempo per suggerire di guardare a chi è diverso da noi, nei tragitti, nelle scelte, ma soprattutto nelle mancanze, perché è qui che si capisce come il destino, anche se concede più fortuna ai dissoluti, non preclude a chi è stato tolto qualcuno di importante, la forza per attrarre quante più possibilità di abbondanza: questo è ciò che la famiglia rappresenta, col suo lato familiare, al di là della forma o del nome … risuonare in umanità per trovare somiglianze e costruir comunità, forti, degne e presenti.
Paolo Cavaleri

