Sopra e sotto Malta, a 110 Hz: dove, si dice, è possibile parlare agli dei

di Tiziana Etna

STARGATE 2.1 – In Europa esistono numerosi luoghi considerati “esoterici”: Torino con i suoi simbolismi di luce e ombra, Praga con l’eredità alchemica, Parigi con la sua architettura ricca di geometrie sacre e poi ci sono luoghi ancestrali, magici proprio perché non dovrebbero esistere o essere sopravvissuti come Stonehenge, o i glifi rupestri della Val Camonica, ovvero, santuari megalitici di misteriose corrispondenze astrali. Sono siti che custodiscono leggende, ipotesi spirituali ed offrono risposte sensibili alla ricerca interiore.
Malta, tuttavia, non rientra comunemente in questa mappa europea dell’esoterico codificato. Eppure, la ricerca personale mi ha condotta verso siti spesso relegati all’archeologia misteriosa più che alla magia, troppo antichi per l’esoterismo moderno…e se la magia fosse tecnologia incompresa? Bisognerebbe accettare l’ipotesi dell’esistenza di una razza umana evoluta ed ancestrale o di esseri di altri mondi sul nostro pianeta. Guardando I luoghi dove templi megalitici, ipogei, strutture enigmatiche e civiltà dimenticate raccontano una storia primordiale che precede le tradizioni occulte oggi più note.
E così mi pongo domande su un passato che continua a interrogare il presente sempre con lo stesso grande enigma: chi siamo? Da dove veniamo? Quale è il nostro destino… o meglio, il nostro compito? Aprendo così a scenari più ampi, che rispondono alle domande esistenti, creandone il doppio. Ma non è questo il fascino della ricerca? Da quando ho compreso che scienza e spiritualità non sono mondi opposti ma linguaggi differenti che descrivono la stessa realtà, il mio sguardo si è aperto. Ho iniziato a credere a molte più possibilità dell’esistenza: al multiverso e alle dimensioni parallele, ai viaggi nel tempo, ai diversi livelli di coscienza, all’anima immortale. E, naturalmente, alla convinzione che non siamo soli nell’universo.

Credo anche che la nostra evoluzione non sia stata un processonaturale: che un intervento extraterrestre, o comunque proveniente da forme di vita più antiche e più avanzate, abbia contribuito a renderci le creature meravigliose e terribili che siamo oggi. Nelle antiche tradizioni gli dei sono spesso descritti come esseri scesi dal cielo, portatori di conoscenze e tecnologie incomprensibili per l’uomo primitivo. Forse erano davvero i nostri creatori, o visitatori da altri sistemi, eppure quel tempo è ciò che chiamiamo Età dell’Oro.

Per questo considero esoterici non solo i luoghi ufficialmente riconosciuti come tali dalle correnti moderne, ma soprattutto quei siti che l’archeologia tradizionale fatica a spiegare: opere megalitiche, strutture ciclopiche, simboli enigmatici più antichi dell’uomo stesso.
Wikipedia definisce “l’esoterismo come l’insieme di dottrine spirituali segrete, accessibili solo attraverso un percorso progressivo di rivelazione”. E forse proprio questo è il punto: alcuni luoghi non rivelano la loro verità a chi li osserva distrattamente, ma solo a chi li guarda con spirito di ricerca. E per me è questa consapevolezza che rende Malta un luogo da visitare. Perché custodisce tracce di un sapere remoto, un’affascinante narrazione dell’origine, una porta su quelle domande che definiscono l’essere umano.

Malta è un piccolo arcipelago nel cuore del Mar Mediterraneo, tra l’Italia e l’Africa. Nonostante la sua ridotta estensione, ha avuto un ruolo storico fondamentale grazie alla sua posizione strategica, attirando Fenici, Romani e Britannici. L’aspetto più sorprendente dell’isola è proprio la presenza di imponenti siti archeologici, potenzialmente e straordinariamente molto più antichi delle civiltà note. Il radiocarbonio ha rivelato che i templi megalitici hanno almeno 5.600 anni: tra i più antichi del pianeta. Alcuni si chiedono se i siti megalitici possano avere addirittura 12.000 anni. Per capire chi avrebbe potuto costruirli, si guarda ai templi dell’arcipelago e alle leggende locali su giganti o esseri “venuti dalle stelle”. Ad ogni modo non è ancora chiaro quale cultura abbia costruito queste strutture né cosa sia accaduto a quel popolo, che scomparve intorno a 3.000 anni fa.
Su soli 300km² nella Repubblica di Malta si trovano sette importanti siti megalitici, tra cui Ġgantija, Ħaġar Qim, Mnajdra, Tarxien, Ta’ Ħaġrat e Skorba.


La loro costruzione richiese lo spostamento di enormi blocchi di pietra, spesso in spazi molto angusti: un’impresa non solo di forza ma anche di precisione. Secondo una tradizione popolare sarebbero opera di una razza di giganti discesi dal cielo. La leggenda racconta che un meteorite caduto sulla Terra si trasformò in una gigantessa chiamata Sansuna. Gli abitanti, spaventati dalla sua forza sovrumana, la videro spostare enormi massi, impossibili da muovere per un uomo, per costruire un tempio nel luogo oggi noto come Ġgantija. Ancora oggi quella struttura colossale resta circondata da un alone di mistero. Malta, non compare quasi mai nella mappa “ufficiale” dell’esoterismo europeo, ma quando la mia amica mi ha chiesto consigli “esoterici” sull’isola, sul quale nn sono ancora mai andata, mi sono resa conto che ciò che considero davvero esoterico non sono necessariamente i luoghi celebrati dalle guide o citati nei manuali, ma quei siti che sfuggono alle spiegazioni semplici. Quei luoghi che l’archeologia osserva, misura, cataloga e che ancora non comprende fino in fondo.
È lì che comincia il mio esoterismo, ed è per questo che Malta, per me, è un luogo straordinario da visitare.


I templi megalitici, come Ħaġar Qim e Mnajdra, non sono solo reperti archeologici: sono portali di pietra rivolti al cielo, calcolati con una precisione che dialoga con i cicli cosmici. L’Ipogeo di Ħal Saflieni, scolpito nelle viscere della terra è un santuario sotterraneo incredibile, dove la voce vibra come se rispondesse qualcosa di antico e pare essere un punto di risonanza tra mondi. La ricercatrice di archeoacustica (materia multidisciplinare che studia come avveniva la propagazione dei suoni all’interno dei siti archeologici) Linda Enix, ha formato un team di esperti per testare le proprietà acustiche della stanza dell’oracolo dell’ipogeo, scoprendolo sensazionale. La stanza dell’oracolo risuona varie frequenze che si avvicinano ai 110 Hz. Quella frequenza interrompe certi schemi mentali e ne attiva degli altri creando un senso di connessione con il cosmo. Perciò sembra che chiunque abbia realizzato l’ipogeo lo abbia fatto con lo scopo preciso di entrare in comunione con gli dei. È possibile che l’ipogeo di Alsaflieni fosse un posto dove gli uomini potevano interagire con esseri superiori? C’è un’altra scoperta fatta nel cuore dell’ipogeo e sono migliaia di teschi allungati.
Poi ci sono gli enigmatici solchi di carro, quelle tracce profonde scavate nella roccia, che seguono percorsi incomprensibili e attraversano l’isola come se appartenessero a una tecnologia perduta. Nessuno sa davvero perché esistano, chi li abbia creati e perché ;visto che scendono in mare.
Per me, questo è esoterismo allo stato puro: non il mistero raccontato, ma quello che resiste alle risposte. Ġgantija (Gozo, Malta) formata da mura ciclopiche e spazi rituali probabilmente dedicati alla fertilità e alla Dea Madre, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1980. Nessuno sa davvero come le pietre siano state sollevate, trasportate, collocate con tale precisione. E soprattutto perché. È un tempio doppio, aperto verso il cielo. Le sue curve interni parlano di riti legati alla nascita, alla rigenerazione, alla Madre primordiale che molti vedono come la prima “dea” dell’umanità. La Papessa dei Tarocchi Evolutivi. Per me, che considero esoterico tutto ciò che sfugge alla spiegazione semplice, Ġgantija è un portale perfetto. Secondo le interpretazioni più libere, qui si sente la traccia di una civiltà antichissima che aveva un rapporto diretto con il cielo e con le energie della Terra.
Camminare a Ġgantija, dicono, significa entrare in un luogo che non è solo archeologia, ma memoria.

Ispirato da PAM, alla quale lo dedico.

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