Il cantautore e rocker si racconta col suo album d’esordio
Qui è ‘La Redazione Online’ periodico di ‘Arte e Società’, ‘Musica’ e ‘Altra Cultura’, siamo con Andrea Iuracà, cantautore per il suo debutto nel mondo discografico indipendente italiano.
Andrea, che cosa rappresenta per te la Musica e … l’America in questo caso? Com’è nato quest’ album?La musica non è soltanto intrattenimento: è un mezzo per raccontare se stessi, per trasformare emozioni e idee in parole e suoni capaci di arrivare agli altri. È proprio da questa esigenza che nasce il mio album “VOGLIO ANDARE IN AMERICA”, un progetto che rappresenta non solo un insieme di canzoni, ma un vero percorso personale e artistico.
Il titolo dell’album è già una dichiarazione d’intenti. “VOGLIO ANDARE IN AMERICA” non è soltanto un desiderio geografico, ma un simbolo. L’America, per me, rappresenta un immaginario fatto di libertà, sogni e possibilità, un mondo che ho iniziato ad amare attraverso i film anni ’80 e che ho continuato a scoprire con la musica, dal country più autentico fino al rock di grandi artisti come Bruce Springsteen, che considero un punto di riferimento fondamentale. L’America diventa quindi una metafora: un luogo ideale che racchiude energia, coraggio e voglia di vivere senza limiti.
A quali generi senti di appartenere ? Per quanto riguarda le tracce, ce n’è una che ha un significato particolare ?
Dal punto di vista musicale, l’album si muove tra sonorità rock, country, pop e folk, generi che permettono di unire forza e melodia, intensità emotiva e immediatezza. È un progetto che riflette il mio carattere: diretto, motivazionale, a tratti aggressivo, ma anche profondamente emozionale. Ogni brano ha un’identità propria, ma tutti insieme formano un racconto coerente: il racconto di me stesso e del mio modo di affrontare la vita.
La prima traccia pubblicata, “Diamante (Cirella)”, rappresenta l’inizio di questo viaggio. Nello specifico, oggi da più di novant’anni, Diamante ha inglobato il Comune di Cirella divenuta frazione, nel testo c’è un significato profondo per me, quando parlo delle mura dell’Isola di Cirella, i suoi ruderi, la sua bellezza unica e antica. È un brano dedicato al mio posto del cuore in Calabria, un luogo che per me significa radici, ricordi e appartenenza. In particolare, la canzone nasce dall’amore per Cirella e per la sua isola, un simbolo di bellezza e pace, ma anche di forza e identità. Con questa prima uscita ho voluto partire dalle origini, da ciò che mi definisce davvero, perché ogni percorso verso un sogno deve partire da ciò che siamo e da dove veniamo.
Un album rappresenta un percorso, in questo caso anche un viaggio, come presenterai le tracce agli ascoltatori ? Ci saranno dei tempi di pubblicazione differenti ? Oppure appena uscito si avrà l’album al completo ?
Una scelta importante legata al progetto riguarda la pubblicazione: l’album verrà rilasciato con una modalità progressiva, una traccia al mese, per un totale di dieci canzoni. Questa decisione è stata presa insieme al mio produttore con un obiettivo preciso: restare attivo per circa un anno, ma soprattutto dare ad ogni brano il tempo giusto per essere ascoltato e compreso. Pubblicare tutto insieme spesso significa far perdere valore a molte tracce, mentre con un’uscita mensile ogni canzone diventa un evento e un capitolo di una storia più grande.
Ci sono state delle collaborazioni?
All’interno dell’album ci sarà anche un momento speciale di collaborazione: uno dei brani è stato scritto in parte insieme al mio amico e cantautore Roberto Rombi, un feat nato dalla condivisione di idee e sensibilità artistiche. Questo dimostra come la musica non sia soltanto espressione individuale, ma anche incontro, confronto e crescita.
Qual è il messaggio a cui tieni di più, quello che vorresti fosse recepito dagli ascoltatori?
Il messaggio principale dell’album è chiaro: trasmettere una spinta motivazionale a chi ascolta. Voglio che queste canzoni possano aiutare le persone a difendere se stesse, i propri pensieri e la propria identità, senza farsi schiacciare dai giudizi o dalle difficoltà. La musica, per me, deve essere energia, deve essere una voce che incoraggia, che scuote e che ricorda che ognuno ha il diritto di inseguire il proprio “America”, ovvero il proprio sogno personale.
In conclusione, “VOGLIO ANDARE IN AMERICA” non è solo un album: è una dichiarazione di libertà, una visione del mondo e uno stile di vita. È un viaggio che parte dalla Calabria con “Diamante (Cirella)” e che continua mese dopo mese con nuove tappe, nuove emozioni e nuove storie. Un progetto che vuole lasciare un segno, non solo musicale, ma umano: perché alla fine, la musica migliore è quella che riesce a dare forza a chi la ascolta
Il processo creativo contempla comunque altri step: produzione e distribuzione dell’album. Chi ti ha supportato in questo?
L’album, fin dall’inizio, nonostante abbia avuto origine sei anni fa, ha visto la sua nascita col mio caro produttore, cantautore lui stesso, nonché cugino, Lorenzo Iuracà, mentre la distribuzione è curata dalla realtà della IperI Recording Label, già avviata e canale sicuro per la tutela del cantautorato di nuova generazione, che ha curato comunque negli anni molti tipi di artisti per sensibilizzare il territorio nazionale.
Quali sono i tuoi canali social di riferimento ? Dove è possibile ascoltarti, oppure vedere dei tuoi video?
Ho un personale canale Youtube come piattaforma generale per i contenuti. In questi ultimi tempi comunque, rendendomi conto di una necessità personale, per la costruzione di un’immagine web da cantautore, ho anche account Instagram e Facebook. In più è possibile ascoltare i brani su Spotify. Tutto è raccolto in Linktr.ee .
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