“Longplayer” è una composizione pensata per andare avanti fino all’anno 2999 senza ripetersi mai
di Romina Lettieri
POP FILE – A Londra esiste una musica che nessuno riuscirà mai ad ascoltare tutta dall’inizio alla fine. Si chiama Longplayer ed è uno dei progetti artistici più strani mai creati: una composizione pensata per durare mille anni senza ripetersi mai uguale. Ha iniziato a suonare nella mezzanotte del 31 dicembre 1999 e finirà, almeno teoricamente, il 31 dicembre 2999.
L’idea è venuta a Jem Finer, musicista britannico conosciuto anche per aver fondato la band folk-punk The Pogues. Negli anni Novanta Finer iniziò a chiedersi una cosa molto semplice: come possiamo davvero immaginare il passare di mille anni? Viviamo in un mondo dove tutto corre velocissimo, tra notifiche, video di pochi secondi e informazioni che spariscono subito. Lui invece voleva creare qualcosa che andasse completamente contro questa velocità.
Così è nato Longplayer, che non è soltanto un brano musicale ma quasi una riflessione sul tempo e sul futuro. La musica viene generata attraverso un sistema algoritmico che combina sei registrazioni di campane tibetane, chiamate “singing bowls”. I suoni cambiano continuamente in modo lentissimo e creano un’atmosfera molto ipnotica, quasi meditativa. La particolarità è che le combinazioni non si ripetono mai nello stesso modo durante tutto il ciclo dei mille anni.
Il cuore di questo progetto si trova dentro il Trinity Buoy Wharf Lighthouse, un vecchio faro nell’East London, sul Tamigi. Dentro il faro ci sono le campane tibetane e un sistema informatico che mantiene costante la composizione giorno e notte. Però Longplayer non dipende solo dai computer moderni. Finer ha pensato il progetto in modo che possa continuare anche se la tecnologia cambierà completamente nel futuro. La musica potrebbe essere eseguita da nuove macchine ancora inesistenti oppure da musicisti veri.
Ed è proprio questo l’aspetto interessante: Longplayer è stato creato per sopravvivere alle generazioni. Per questo esiste anche il Longplayer Trust, un’organizzazione che si occupa di proteggere il progetto e fare in modo che continui a suonare nei secoli.
Oggi Longplayer è considerato non solo un esperimento musicale, ma anche un simbolo. In un’epoca dove tutto deve essere immediato e veloce, questa musica infinita sembra quasi una provocazione. Non cerca di catturare l’attenzione in pochi secondi, ma invita le persone a fermarsi, ascoltare e pensare al tempo in modo diverso.
Forse è proprio questo il motivo per cui Longplayer continua ad affascinare così tante persone: perché ricorda che alcune cose non sono fatte per essere consumate rapidamente, ma semplicemente per restare nel tempo.

