di Paolo Cavaleri
CINETICA – Autori. Che siano geni o meno, anche per loro vale il confronto e i modi scelti per rapportarsi al mondo. Affascinante è l’autore quando nell’arte esprime ciò da dentro ha voluto estromettere per spirito e bramosie. La storia può adombrare o elevare una mente creativa, e tuttavia vivendo oggi, vi è la fortuna di guardare indietro e concedersi al pensiero che, forse, anche loro non sapevano cosa avrebbero lasciato ai posteri nelle ipotetiche notti insonni di pathos e orgoglio.
Amadeus (1984)
“Mi sembrava di ascoltare la voce di Dio”
Austria XVIII secolo. Antonio Salieri è il grande compositore italiano che ha speso una vita per la musica alla corte dell’Imperatore d’Austria. Il monarca è stato un sovrano sensibile alle arti e il Maestro è adesso anziano, rinchiuso in manicomio in quanto si incolpi di un omicidio di un suo collega: Wolfgang Amadeus Mozart. Ci fu un tempo in cui Mozart fu il bambino prodigio d’Europa, così, a distanza di decenni, Salieri racconta a un prete, il piano per uccidere lo strumento di Dio per fare musica sulla terra: Antonio è il compositore di corte, e insieme ad altri colleghi, sente minacciata la sua autorità dal ragazzo che tutta Vienna, la città dei musicisti, aspettava a gloria. Amadeus è accolto dalla corte e mostra una superba creatività, anche a dispetto delle tradizioni di sua maestà, e in un modo o nell’altro, spinge inconsciamente Salieri a curiosi stratagemmi per spiarlo e ostacolarlo. Mozart è più giovane e ingenuo, ma in quanto a strutture della musica, porta, con conferma dei presenti, innovazioni e novità nei generi, modernizzando il gusto europeo e le rappresentazioni teatrali.
Salieri comprende il genio dentro quel frivolo ragazzo quando legge gli spartiti offerti dalla moglie del rivale per aiutarlo a trovare allievi – «ciò che contemplavo attraverso la carta di quei meticolosi tratti d’inchiostro era di un’assoluta bellezza» – .
Continua comunque a minare la sua arte in segreto e scopre che sta lavorando a una grande opera francese che invero fu proibita dall’Imperatore … riuscirà Salieri a uccidere Amadeus ?
Guarda, Osserva, Comprendi – “Amadeus” è una pellicola del 1984 per la regia di Milos Forman e vede le interpretazioni di attori come F.Murray Abraham, Tom Hulce, Elizabeth Berridge, Roy Dotrice, Jeffrey Jones, Vincent Schiavelli e tanti altri. Il film si rifà all’opera teatrale di Peter Schaffer, vince numerosi premi fra cui l’Oscar all’interprete di Salieri e gioca, molto sarcasticamente ma non troppo onorevolmente, sulla presunta, e mai confermata dalle fonti, rivalità tra i due compositori. È la struttura musicale che fa innamorare Salieri delle opere di Mozart, egli ne riconosce l’ardimento, la capacità di superare regole per riformare un mondo troppo convenzionato, credendo di poter influenzare il nemico, facendogli credere di essere l’unico amico a corte. Si toccano opere reali come ‘Le Nozze di Figaro’ , ‘Il Don Giovanni’ e il ‘Requiem’ del genio artistico, ma il girato si concede molto al racconto dal Maestro italiano, danzando con la regia teatrale in ascendenza per il teatro, il sonoro per la mente degli esperti che, dalle loro espressioni evocano emozioni di una colonna sonora mentale, per celebrare il frivolo protagonista.
Buona visione – Da una delle più grandi menti nella musica europea del secondo settecento, si dà il via agli impulsi e i lampi creativi, perfetti e primordiali di colui che avvalendosi di architetture proprie nel modo di comporre, regalò al mondo capolavori che aldilà del tempo hanno plasmato l’immaginario di amatori, professionisti e direttori d’orchestra. Un po’ troppo rancorosa la figura di Salieri che comunque si presta alla confessione intima del suo segreto mito, con cui per una serie di eventi condividerà istanti della sua ispirazione.

