di Massimo Landi
CONTACT X FILE – Un nuovo capitolo si apre nella vicenda che sta scuotendo gli Stati Uniti e l’opinione pubblica internazionale: il presunto programma governativo segreto dedicato al recupero e allo studio di tecnologie non umane. A parlarne è il deputato Eric Burlison, membro del Congresso degli Stati Uniti, che in una recente intervista concessa al podcast investigativo ‘The Endless Void’ ha confermato che David Grusch, l’ex ufficiale dell’intelligence diventato whistleblower, ha già fornito nomi, luoghi e informazioni dettagliate sui soggetti coinvolti in quello che viene definito un “programma clandestino”.
«Grusch ha fatto una distinzione molto chiara tra testimoni collaborativi e testimoni ostili», ha dichiarato Burlison.
«Quelli ostili – ha aggiunto – verranno convocati con un atto ufficiale, tramite subpoena.»
Secondo quanto riportato, Grusch non solo ha indicato delle persone, ma ha anche segnalato siti specifici e basi governative dove – a suo dire – sarebbero custoditi materiali non terrestri, raccolti in decenni di operazioni segrete da parte di agenzie federali o contractor privati.
Queste rivelazioni rappresentano un’escalation importante nel percorso iniziato nel 2023, quando Grusch rese pubblica la sua testimonianza sotto giuramento davanti alla Commissione per la Vigilanza del Congresso. Da allora, l’interesse istituzionale e mediatico non si è mai spento, alimentato anche dalle ripetute richieste di trasparenza rivolte al Pentagono e all’AARO (l’ufficio per la risoluzione dei fenomeni anomali), e ora rilanciate da nuove indagini congressuali.
Testimoni ostili e audizioni forzate.
Le parole di Burlison confermano l’intenzione del Congresso di procedere con determinazione. L’emissione di subpoena – ovvero convocazioni legali obbligatorie – rappresenta uno strumento cruciale per costringere anche i più riluttanti a testimoniare davanti alle commissioni parlamentari.
«Ci sono persone che non vogliono parlare volontariamente. Per questo useremo gli strumenti legali a nostra disposizione», ha chiarito Burlison.
Questa dichiarazione alimenta le speculazioni sull’esistenza di una resistenza interna, forse legata a strutture parallele, progetti black budget o interessi privati che avrebbero tutto da perdere dall’emergere della verità.
Un programma che “non dovrebbe esistere”.
Secondo le dichiarazioni di Grusch, si tratterebbe di un programma altamente compartimentato, al di fuori del controllo del Congresso e privo di qualsiasi legittimazione democratica. Se confermato, ciò costituirebbe una violazione non solo delle normative sulla trasparenza, ma anche dei principi costituzionali su cui si fonda la repubblica americana.
L’attenzione ora è puntata sulle prossime settimane, quando – come anticipato – i testimoni ostili potrebbero essere formalmente convocati. Secondo fonti vicine alla Commissione, si tratterebbe di ex funzionari della difesa, membri dell’apparato industriale-militare e dirigenti di contractor aerospaziali legati a progetti sperimentali classificati.
Cosa sappiamo finora – Grusch afferma che gli Stati Uniti sono in possesso di materiali biologici e tecnologici di origine non umana. Le sue dichiarazioni sono supportate da almeno dozzine di testimoni interni, tra cui ex membri della CIA, dell’NSA e del DoD. Il Congresso ha avviato indagini formali e richiesto accesso ai siti segnalati. Alcuni documenti restano classificati e le pressioni per una disclosure pubblica si fanno sempre più forti.
Verso la verità?
Il dibattito sulla trasparenza, sull’accesso pubblico alle informazioni e sull’eventuale esistenza di intelligenze non terrestri è più vivo che mai. La promessa di un’inchiesta senza precedenti da parte del Congresso americano rappresenta forse l’ultimo tentativo di restituire fiducia a un’opinione pubblica da tempo divisa tra scetticismo e attesa. Ma la domanda che aleggia è una soltanto: la verità è davvero là fuori … o è già sotto chiave da decenni?

