Apostolos Apostolou scrittore e professore di filosofia
KAIRICITA’ – La frase di Platone, «Ἄνευ γὰρ γελοίων τὰ σπουδαῖα καὶ πάντων τῶν ἐναντίων τὰ ἐναντία μαθεῖν μὲν οὐ δυνατόν, εἰ μέλλει τις φρόνιμος ἔσεσθαι, ποιεῖν δὲ οὐκ αὖ δυνατόν ἀμφότερα» (Leggi 812e), può essere tradotta in italiano come: «Infatti, senza le cose ridicole non si possono conoscere le cose serie, e senza gli opposti, gli opposti; e chiunque voglia diventare saggio non potrà fare entrambe le cose (comprendere e agire)».
Ε J. Baudrillard sosteneva: «L’ umorismo è spesso una purificazione psicologica essenziale di fronte a uno stato di confusione o di confusione mostruosa». Mentre Nel saggio «Il riso: Saggio sul significato del comico», Henri Bergson sostiene che l’ umorismo nasce dalla percezione di una rigidità meccanica in un corpo vivente e che la sua funzione principale è sociale e correttiva: il riso agisce come un castigo o un invito a reintegrarsi nella spontaneità della vita collettiva, sanzionando i comportamenti che si allontanano dalla fluidità e dalla flessibilità richieste dalla società.
Il grande Luigi Pirandello scrisse: «Il comico e il satirico sanno dalla riflessione quanta bava tragga dalla vita sociale il ragno dell’esperienza per comporre la ragna della mentalità in questo e in quell’individuo, e come in questa ragna resti spesso avviluppato ciò che si chiama il senso morale. Che cosa sono, in fondo, i rapporti sociali della così detta convenienza? Considerazioni di calcolo, nelle quali la moralità è quasi sempre sacrificata. L’umorista va più addentro, e ride senza sdegnarsi scoprendo come, anche ingenuamente, con la massima buona fede, per opera d’una finzione spontanea, noi siamo indotti a interpretar come vero riguardo, come vero sentimento morale, in sé, ciò che non è altro, in realtà, se non riguardo o sentimento di convenienza, cioè di calcolo. E va anche più in là, e scopre che può diventar convenzionale finanche il bisogno d’apparir peggiori di quello che si è realmente, se l’essere aggregati a un qualsiasi gruppo sociale importi che si manifestino idealità e sentimenti che sono propri a quel gruppo, e che tuttavia a chi vi partecipa appariscono contrari e inferiori al proprio intimo sentimento… L’umorista non riconosce eroi; o meglio, lascia che li rappresentino gli altri, gli eroi; egli, per suo conto sa che cosa è la leggenda e come si forma, che cosa è la storia e come si forma: composizioni tutte, più o meno ideali, e tanto più ideali forse, quanto più mostran pretesa di realtà: composizioni ch’egli si diverte a scomporre; nè si può dir che sia un divertimento piacevole.» (Luigi Pirandello «Umorismo»).
Se la verità è qualcosa di spaventoso, e questo perché non dobbiamo condividerne, con qualcuno più di quanta ne possa sopportare. Soprattutto, non dobbiamo rivelare la nostra verità., e anche non dobbiamo costringere qualcuno ad accettarla, ma con l’umorismo la verità diventa un poema di realismo. Perché l’umorismo permette di trattare argomenti, anche pesanti, con leggerezza, che non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni. Con l’ umorismo la verità (come la vita) comincia a inventare se stessa. L’ umorismo tieni me per tenere il mio tempo, anche possiamo dire che l’ umorismo diventa una potenza creativa.

