di Francesca Trupia
ITALIANIMA – Fiori e falò sotto le stelle durante una speciale notte di giugno. Una delle tradizioni estive più affascinanti del nostro paese è la Notte di San Giovanni, celebrata tra il 23 e il 24 giugno. Nasce dalla festa di San Giovanni Battista e da antiche usanze legate all’estate: per questo ancora oggi si tramandano i riti dell’acqua e del fuoco. I protagonisti di questa notte sono l’acqua e il fuoco, simboli di purificazione, protezione e rinascita.
Secondo una tradizione molto diffusa anche in Toscana, la sera del 23 giugno si raccolgono fiori ed erbe e si lasciano in una bacinella d’acqua tutta la notte. Al mattino, “l’acqua di San Giovanni” viene usata per lavarsi il viso e le mani, come augurio di salute, serenità e fortuna. Accanto all’acqua c’è il fuoco. Nei paesi e nelle campagne toscane i falò sono ancora oggi un momento molto sentito.
A Livorno questa tradizione prende vita ogni anno a Montenero: il fuoco di San Giovanni viene acceso e diventa un momento di incontro per la comunità. Ogni anno vado ad assistere al falò di San Giovanni in piazza delle Carrozze ed e’ sempre uno spettacolo bello da vedere: un grande fuoco acceso in mezzo alla piazza che richiama veramente tante persone da tutta la città. La notte è speciale e divertente, sempre accompagnata dalla musica che diventa parte integrante di questa celebrazione estiva. Anche la notte di San Giovanni aiuta a custodire una memoria condivisa: una memoria che resiste, anno dopo anno, tra il profumo dei fiori nell’acqua, il calore del fuoco acceso sotto il cielo estivo di giugno.

