di Romina Lettieri
I White Stripes e il concerto più breve della storia
Anno 2006, mondiale di calcio. Chi non si ricorda di quel riff appiccicoso di Seven nation army che circolava per le strade quell’estate? Dietro a quell’opera d’arte musicale ci sono i The White Stripes, un duo di fratelli statunitensi formato da Jack White e Meg White.
Origini della band
Iniziarono la loro carriera nel 1997 suonando nei pub e nei club di Michigan. Nello stesso anno firmarono un contratto discografico con la Sympathy Records e nel 1999 pubblicarono il loro primo album, “The white stripes”.
Nel 2003 uscì Elephant, da cui ebbe origine la famosa Seven nation army e I just don’t know what to do with myself, video che ebbe come protagonista la modella Kate Moss.
Il concerto più breve della storia
Il 16 luglio 2007 a St. John’s, in Canada, questo straordinario gruppo decise di sorprendere i propri fans con un concerto che sarebbe poi rimasto nella storia.
Quel pomeriggio, in George Street, davanti a un piccolo pubblico, Jack White prese in mano la chitarra e suonò un DO#. Meg rispose con un solo colpo di piatto. Il pubblico rimase ad aspettare spettante, ma il concerto era già finito. La durata totale dello show fu di un secondo.
Il brevissimo concerto dei White Stripes non è stato solo un episodio bizzarro, ma un vero e proprio atto simbolico che ha catturato l’essenza del duo: minimalismo, provocazione e una buona dose di ironia. Il colpo d’occhio del pubblico, incredulo, rimane negli annali della musica rock come un momento unico, quasi surreale. Nonostante la durata ridicola, l’evento fu ufficialmente registrato e riconosciuto dal Guinness dei Primati come il “concerto più breve della storia”, anche se poi la categoria fu eliminata perché facilmente replicabile.
Cosa spinse davvero i White Stripes? Per alcuni fu un gesto concettuale: dimostrare che anche un lampo sonoro può avere la forza di un concerto intero. Per altri, una provocazione, l’ennesima sfida alle regole del rock. Di certo quell’attimo è entrato nella storia della musica pop come una delle esibizioni più brevi e più chiacchierate di sempre.
Il “concerto di una nota” continua a circolare nelle cronache e nei racconti dei fan. Nonostante la brevità, ha lasciato un segno indelebile, ricordando che la musica non è solo questione di durata, ma anche di idee. E che, a volte, meno è davvero più.
Comunque tranquilli! I fan di St. John’s non rimasero delusi: la sera stessa The white stripestennero il concerto completo con scaletta normale al Mile One Stadium, per la gioia del loro pubblico!

