Arrivederci … Caro Diario

di Francesco Balestri

Sono devastato. Non so cosa mi sia preso, ma è così che mi sento. Avevo cominciato a scrivere queste pagine con le migliori intenzioni. Era deciso a rivangare il passato e a guardarmi dentro a fondo. Poi è successo qualcosa. Non so ancora che cosa, ma l’essere tornato con la mente a quei primi momenti e a quei giorni che per me hanno cambiato tutto, mi ha fatto piombare addosso un macigno. Alessandro per me è stato l’inizio Ma è stata anche la mia fine. Con lui ho cominciato un percorso che tuttora mi porto dietro, ho scoperto me stesso, ho scoperto che cosa mi piace fare, e ho scoperto successivamente che cosa voglio dalla vita.

I giorni in cui ho conosciuto Alessandro mi sono sentito completamente diverso da come ero sempre stato, e come ero abituato a fare la prima cosa che ho fatto è stata quella di parlarne ai miei genitori, che sfortunatamente non hanno ricevuto come avrei sperato. Mi sono più avute addosso un sacco di parole, mi sono state rinfacciati determinati comportamenti in relazione a loro che mai mi sarei sognato di sentire. Così, se da una parte ero felice di aver finalmente trovato me stesso, dall’altra la mia vita mi stava sfuggendo dalle mani, o perlomeno quella vita che fino a quel momento avevo conosciuto. Con i miei ho sempre avuto un particolare dialogo, dopo quel famoso discorso era cambiato anche quello. I pranzi e le cene erano fatte di silenzi, quando uscivo di casa nessuno salutava più. E quando la sera tornavo a casa era come essere da soli.

Avevo un sacco di domande perché avevo necessità di ricevere moltissime risposte. Le persone che avevo vicino però non erano più in grado di aiutarmi, ecco che cercare conforto tra gli amici, a cui però non potevo dire tutto. Chissà che cosa avrebbero pensato di me.  Io che sono sempre stato uno a cui importava ben poco del giudizio degli altri, mi ero ritrovato a pesare le parole e a scegliere il mio interlocutore. Avevano cominciato a piacermi cose che sono in quel periodo avevo scoperto, cominciò a fare determinate letture, cominciai a vedere il mondo in maniera del tutto diversa da prima.

Sono passati anni, e le cose sono parecchio cambiate, ma ripensare a come mi sono sentito nel vedermi sbattere in faccia così tante porte mi ha aperto tutte quelle ferite che pensavo ormai chiuse. Chi l’avrebbe mai detto che scrivere qualche pagina di diario mi avrebbe fatto soffrire come allora. È proprio vero che la scrittura è terapia. Ci ho pensato per giorni prima di prendere la penna in mano, ma quello che sento adesso dimostra che non sono ancora pronto a rivangare il mio passato. Ma soprattutto non sono pronto a ripensare ad Alessandro.

Qualcuno di importante mi ha chiesto di contribuire, qualcuno di importante mi ha suggerito di farlo perché questo mi avrebbe aiutato. Adesso non sono così tanto d’accordo. Immaginavo che questo, scrivere un diario, avrebbe rimesso in moto alcune situazioni, ma non in questo modo. Sto male, e questo dimostra che non ho risolto niente di quello che pensavo aver chiarito. Con me stesso più che altro. Di fronte a quelle problematiche sono semplicemente andato avanti senza guardarmi indietro. Può sembrare il comportamento di una persona forte, che ha capito come vivere, che ha capito come non lasciarsi travolgere. Solo adesso ho capito che quel comportamento non mi ha fatto bene. Avrei dovuto sprofondare dentro i miei problemi, per poi riuscire a testa alta, e non prendere la via più facile come sa di aver fatto.

Non so più che cosa scrivere adesso che sembra ripiombato nel baratro. C’è davvero una cura quando si soffre? Riusciamo mai a finire quello che abbiamo iniziato?

Non lo so… Scrivere un diario davvero utile?

Adesso l’unica cosa che penso è come concludere questa pagina, Per poi prendermi una pausa dalla scrittura e dai miei ricordi. Non me la sento. Non ce la faccio. Non sono pronto a dire a tutti quello che speravo. Non ancora. Magari non è questa la forma per capire.

Arrivederci, caro diario. Anche se per breve tempo sei stato un amico fidato.

Condividere è conoscere!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *