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di Paolo Cavaleri
CINETICA – Verità. Concetto forte e diretto, per questo poco ascoltato. Vale anche per le nostre guide morali, che vorremmo infallibili, e che possono sbagliare. Fortunatamente, quando si sa la verità, si può riprendere un percorso più sano per tutti. Il vero si accompagna spesso al giusto, ma a differenza di questo, la verità può apparire in altro modo … soprattutto se si omette la natura delle cose.
Il Club degli Imperatori (2002).
“Tutti quanti prima o poi siamo costretti a guardarci allo specchio”
Hundert è un insegnante di storia antica greca e romana in uno stimato college anglosassone. Egli cerca di far passare agli studenti i valori e i princìpi dei grandi uomini del passato che hanno fatto la storia per ispirarli a fare scelte giuste e ponderate non solo per il loro futuro, bensì per quello dell’intera società. Per questo è apprezzato e stimato da tutti.
L’arrivo di Sedgewick Bell, figlio di un importante senatore, metterà alla prova sia la sua pazienza che la sua etica comportamentale: il ragazzo mostra disprezzo per gli insegnamenti della scuola, e riesce costantemente a deviare l’atteggiamento dei compagni in diverse occasioni. Hundert decide così di parlare col padre, causando nel giovane un abbattimento che riesce comunque a sollevare. L’insegnante essendo propenso a credere nei suoi alunni spinge il giovane alla conoscenza, fino a fare una scelta non proprio consona al tipo di mentore che rappresenta.
Hundert è un uomo con delle convinzioni, e proprio queste nell’arco di trent’anni, torneranno a bussargli alla coscienza, per fare una tirata di somme sul suo valore di precettore.
Guarda osserva comprendi – “Il Club degli Imperatori” è un film del 2002 per la regia di Michael Hoffman, interpretato da Kevin Kline, Emile Hirsch, Embeth Davidtz, Edward Hermann, Paul Dano, Jesse Eisenberg, Joel Gretsch, Patrick Dempsey e tanti altri.
Come pellicola appartenente a un genere non dichiarato, come quello educativo e morale, narra attraverso il ricordo di un insegnante la storia di un gruppo dei suoi allievi – i giovani uomini riuniti qui erano tra i più affermati e influenti della loro generazione, ma io li conoscevo da molto prima: erano stati miei studenti – . La pellicola apre proprio nel momento dell’invito fatto al professore da parte del suo allievo peggiore … Sedgewick. Egli riunisce dopo venticinque anni la classe con quella stessa guida morale di Hundert, per riprendere una sfida intellettuale, in cui, diciamo il ragazzo, ora uomo, non fu un esempio da seguire.
Tuttavia, perfino Hundert davanti a tutti loro ammetterà a se stesso che perfino lui, ha avuto qualcosa da apprendere e che loro stessi gli hanno insegnato. Avrà anche occasione di rivelare ciò che non fece ma che avrebbe dovuto davanti a un altro dei suoi ragazzi.
Buona visione – Questa storia porta importanti messaggi, ma probabilmente, uno dei più nascosti è quello più visibile: la verità è che alcuni rimangono come sono perché vogliono questo, e allora starò a noi prenderne atto e lasciar perdere.
“ Il valore di una vita non è determinato da un singolo fallimento né da un solitario successo ”

