Globalizzazione e Paura: Da Santa Sofia la Ricetta per la “Resilienza Civica”.
Si è concluso con successo l’incontro “Cosa succederà nel mondo”, un esperimento sociale e
scientifico che ha trasformato la Sala Pertini in un avamposto di consapevolezza contro l’ansia
del XXI secolo.
SANTA SOFIA (FC) – Mentre il mondo sembra correre verso l’incertezza, una piccola comunità
dell’Appennino Romagnolo ha deciso di fermarsi a guardare le tempeste globali dritto negli occhi.
Sabato 11 aprile, la Sala Sandro Pertini ha ospitato un evento che, lontano dai palazzi di vetro delle
grandi metropoli, ha cercato di dare una risposta concreta al senso di impotenza che caratterizza la nostra epoca.
Un Ponte tra Scienza e Comunità
L’iniziativa, moderata dal Dr. Alessandro Forini e promossa dall’Associazione Sanità e Cultura
sotto la guida del dottor Gianni Tadolini (psicologo e scrittore), nasce da una premessa psicologica precisa: smettere di subire passivamente il flusso ansiogeno delle notizie via smartphone per tornare a elaborare la realtà in modo collettivo e razionale.
Dopo il precedente incontro di Premilcuore nel novembre 2025, questa “strategia a lungo termine” punta a trasformare la paura in una nuova forma di difesa immunitaria cognitiva.
L’Ecosistema delle Crisi: Unire i Puntini.
Il relatore principale, il professor Enrico Bernini Carri — generale medico e consulente NATO —
ha guidato la platea attraverso la complessa architettura delle maxi-emergenze. Il messaggio è stato chiaro: conflitti armati, pandemie, crisi umanitarie e cambiamenti climatici non sono eventi isolati, ma ingranaggi di un unico motore globale.
- Clima e Conflitti: La siccità distrugge i raccolti, innescando migrazioni di massa che
sfociano spesso in tensioni internazionali e scontri armati. - Salute e Guerra: Il collasso delle infrastrutture belliche crea il terreno fertile per nuove e
devastanti pandemie. - Realtà Quotidiana: Il cambiamento climatico è stato trattato non come un’ipotesi remota,
ma come una realtà che sta già alterando l’ambiente in cui viviamo e lavoriamo.
Dalla Passività all’Azione Locale
La serata non è stata una lezione frontale, ma un esercizio di metodo scientifico applicato alla
cittadinanza. Invitati a prendere appunti e a porre domande difficili, i cittadini hanno abbandonato
il ruolo di “bersagli” dell’informazione per diventare investigatori attivi.
“L’ansia globale si sgonfia nel momento in cui viene tradotta in un compito pratico e
locale”.
La conclusione emersa dall’incontro è un potente rovesciamento di paradigma: se non è possibile
spegnere le guerre dall’altra parte del pianeta, è possibile costruire ammortizzatori sociali sul
territorio. Che si tratti di organizzare protocolli di mutuo soccorso per le ondate di calore o di
filtrare la disinformazione attraverso la solidarietà, la risposta dell’Appennino è la stessa: accendere
la luce e fare rete.
Santa Sofia si conferma così un laboratorio dove la “resilienza” non è solo una parola di moda, ma
un manuale d’istruzioni per navigare il futuro senza farsi travolgere dalle sue tempeste

