di Francesca Trupia
ITALIANIMA – Le nonne il pane non lo buttavano mai… una tradizione che non abbiamo dimenticato
Per le nostre nonne, e ancora per molte famiglie italiane, sprecare il pane era considerato quasi un sacrilegio: una antica tradizione fatta di rispetto, sacrificio e memoria.
Per secoli il pane è stato il simbolo principale della sopravvivenza. Prepararlo richiedeva tempo e fatica. Per questo motivo veniva considerato qualcosa di “sacro”, tanto che in alcune case (in tante anche adesso, anche nella mia!) quando cadeva a terra si raccoglieva subito e lo si baciava come segno di rispetto.
Tutti noi abbiamo sicuramente sentito, almeno una volta nella vita, dai nostri nonni dire: “Il pane non si spreca”, una frase semplice che racconta la loro infanzia vissuta con poco, ma con grande dignità.
Il pane nella case del nostro paese era famiglia, condivisione e quotidianità. Spesso veniva preparato mentre in cucina risuonavano vecchi canti o canzoni tramandate dai nonni… mani che impastavano, il profumo del forno acceso, le tavole riunite la domenica e nonne che cantavano cucinando.
Dilettandomi in cucina e amando leggere libri, spesso mi soffermo su quelli dedicati alle tradizioni culinarie italiane, soprattutto toscane, dove il recupero del pane è considerato quasi un’arte.
Proprio da queste letture ho scoperto ricette semplici ma ricche di storia, nate dall’idea di non sprecare nulla e di trasformare anche il pane raffermo in piatti gustosi: basti pensare alla Ribollita oppure alla Pappa al pomodoro, che ancora oggi amiamo preparare proprio quando non vogliamo sprecare il pane avanzato.
Perché dietro un semplice pezzo di pane si nasconde una storia fatta di famiglia, sacrifici, tradizioni e cultura italiana.

