Un festival piccolo, libero, genuino, con quella voglia di stare insieme e ascoltare musica che a Livorno sembra avere qualcosa di naturale. A organizzarlo è Mantide Concerti, realtà che ha scelto di mettere insieme una line-up fatta di artisti diversi tra loro, ma accomunati da una cosa fondamentale: le canzoni se le scrivono da soli.
E non è un dettaglio.
Anzi, è quasi una filosofia. Perché Indie’s Ponente nasce anche da un gioco di parole, da quell’“indisponenza” che diventa un modo ironico per prendere le distanze da tutto ciò che non ci piace, dalle cose brutte, dalle contraddizioni, dalle piccole e grandi assurdità che spesso finiscono proprio dentro le canzoni. La musica, in fondo, serve anche a questo: raccontare quello che siamo e, qualche volta, riuscire persino a riderci sopra.
E poi c’è il Ponente.
Dietro il palco c’è il mare e, oltre il mare, il sole , la luna e tutte le stelle. Una specie di piccola “ascesa mistica”.
Sul palco della Terrazza Mascagni si incontrano sette progetti, sette modi diversi di intendere la canzone e sette storie personali che meritano di essere ascoltate.

Ci sono gli Ilisacantaibitols, duo nella vita e nella musica. Il nome potrebbe far pensare ai Beatles, ma loro ci tengono a precisare che no, i Beatles non li cantano. Scrivono invece canzoni proprie, parlando di amore, libertà e di quelle cose belle della vita che, per fortuna, sono ancora gratis. Da due anni girano l’Italia con una formula semplice, diretta e ironica, fatta soprattutto di canzoni e complicità. E mentre aspettano di pubblicare il loro “attesissimo Greatest Hits”, continuano a portare in giro la loro musica.

Da Viareggio arriva invece La Fattoria Spaziale dello Zio Bruno, trio nato nel 2024 e formato da Massimiliano Bruno, Jacopo Merciadri e Mattia Ocera. Il loro è un viaggio dentro un rock psichedelico fatto di riff, cambi di tempo, ritmiche imprevedibili e lunghe fughe strumentali. Nei testi convivono ironia, critica e assurdità, mentre qua e là compaiono citazioni e omaggi agli artisti che hanno contribuito a formare il loro immaginario. Un progetto completamente autoprodotto, nato senza troppi compromessi e cresciuto seguendo la propria direzione.

Poi c’è Lazzaro, il progetto di Yuri Ginanni. Un nome che sembra già raccontare una rinascita e che in realtà rappresenta una parte di sé rimasta sospesa tra l’infanzia e l’età adulta. Le sue canzoni nascono proprio da quel dialogo: memoria e presente, realtà e immaginazione, ricordi e autoanalisi. Nel 2023 arriva secondo al Rock Contest di Controradio e porta a casa anche i premi GiovaniSì e Best Live Experience. Ma soprattutto costruisce un rapporto particolare con il palco, che per lui non è semplicemente il luogo dove suonare: è uno spazio in cui le canzoni continuano a crescere e a cambiare.

La storia di Menotti ha invece il sapore di quelle cose che arrivano quando arriva il momento giusto. La sua gestazione artistica è durata circa quarant’anni. Prima i Beatles ascoltati sulle cassette del padre, poi un pianoforte poco amato e una batteria suonata da autodidatta sui Nirvana. Nel frattempo la vita adulta, il lavoro, la famiglia e tutto quello che spesso ci porta a mettere da parte ciò che amiamo. Poi, però, qualcosa si riaccende. E le canzoni tornano a essere il modo più naturale per rimettere insieme i pezzi. Menotti è proprio questo: un “vecchio giovane” che finalmente ha deciso di concedersi il tempo per fare ciò che lo fa stare bene.

C’è anche Perorasolocamilla, il progetto solista di Camilla Coraggio. La sua palestra principale è stata la strada, dove una voce e una chitarra devono imparare in fretta a farsi ascoltare. Da lì arriva un modo di stare sul palco molto diretto, spontaneo e umano, costruito nel rapporto con chi si ferma ad ascoltare. Oggi Camilla è in tour con Oscenico, il suo primo EP, ma a Indie’s Ponente le sue canzoni avranno una veste nuova: per la prima volta voce e chitarra saranno accompagnate da basso e batteria.


Michiamanojack, nome d’arte di Giacomo Calloni, è invece un cantautore toscano classe 1997. Le sue canzoni partono da amori, quotidianità, pensieri apparentemente piccoli e finiscono per raccontare qualcosa che appartiene un po’ a tutti. Una scrittura autobiografica, romantica, ma mai troppo seria, perché l’autoironia è sempre lì a ricordare che anche quando si parla di sentimenti si può sorridere. Il suo mondo musicale si muove tra cantautorato e pop, mantenendo quella dimensione intima delle cose dette quasi sottovoce.
A completare la line-up c’è Bonje in Yurt, progetto che sembra fatto apposta per chi pensa che viaggiare non significhi necessariamente prendere un aereo. Le sue canzoni mettono insieme esperienze personali, incontri, relazioni, convivialità e culture lontane. Folk, world music, pop e alternative rock si incontrano senza preoccuparsi troppo di trovare una definizione precisa. Al centro rimane una voce personale e versatile, capace di cambiare colore seguendo le storie che racconta.
Sette artisti, sette percorsi molto diversi e una stessa voglia: suonare davvero.
È questo forse il bello di Indie’s Ponente. Non la pretesa di raccontare tutta la musica indipendente, ma il piacere di fotografarne un pezzo, quello più umano, fatto di persone che scrivono, provano, sbagliano, ricominciano, salgono su un palco e affidano al pubblico qualcosa di molto personale. Il tutto con il mare alle spalle e senza bisogno di complicare troppo le cose.
L’ingresso è libero. Le orecchie sono indispensabili. Perché, come suggerisce lo spirito di questa giornata, qualche volta indisporci insieme è molto più divertente che essere tutti d’accordo.
Indie’s Ponente
Terrazza Mascagni – Livorno
A cura di Mantide Concerti

