di Paolo Cavaleri
CINETICA – Mettere a frutto i propri talenti è un dovere morale per la religione cristiana, e c’è una forza parallela che permette di accelerare il percorso evoluzionistico: il potenziale. Probabilmente inteso come l’unione sincronica tra talento e occasione, esso consente un’amplificazione del proprio essere modificando la percezione dell’ambiente circostante. Di seguito la storia vera di una mente che con fede e raziocinio ha ascoltato le sue intuizioni e ne ha schematizzato lo scheletro, dando al mondo la futura ispirazione per gli studiosi che gli sono succeduti.
“L’uomo che vide l’infinito” – (2015)
“Siamo semplici esploratori dell’infinito alla ricerca della perfezione assoluta”
Srinivasa Ramanujan è un giovane indiano con un talento per la matematica: i numeri sono la sua vita, vive una vita semplice con la madre e la sua giovane sposa. Riesce a trovare un lavoro come contabile, ma non incontra nessuno con cui condividere le sue intuizioni geniali. Le formule matematiche e gli algoritmi da lui ideati, non hanno riscontro in patria, decide così di ascoltare il consiglio di scrivere a Cambridge, in Inghilterra. La lettera inviata giunge al professor Hardy e contiene solo alcune scoperte del giovane. Il docente che inizialmente credeva fosse uno scherzo, invita il ragazzo all’università: Ramanujan lascia la sua casa, moglie e madre con la promessa di ritornare ma soprattutto di non dimenticare. L’obiettivo è quello di riuscire a pubblicare le sue ricerche e avere la possibilità che le sue teorie li sopravvivano.
Così, un giovane indiano, genio matematico, approda in una delle Università più conservatrici e tradizionali alle porte di quella che sarà la prima guerra mondiale. Sarà il metodo accademico a togliere un po’ di entusiasmo al ragazzo, ma forse non sarà l’unico a dover imparare qualcosa di diverso.
Guarda Osserva Comprendi – “The Man Who Knew Infinity” è un film del 2015 per la regia di Matt Brown con attori come Dev Patel, Jeremy Irons, Stephen Fry, Toby Jones e altri. Basato sulla biografia ‘L’uomo che vide l’infinito – La vita breve di Srinivasa Ramanujan’ mostra una narrazione cinematografica della vita del genio omonimo.
Il potenziale del protagonista è immenso, tuttavia trova ostacoli sia in India che in Inghilterra. Qui, dopo il viaggio, potrà esprimersi al meglio, non con facilità, ma avendo qualcosa a casa dei nemici storici che i suoi conterranei non fornivano: gli stimoli. Il potenziale rimane inespresso se non solleticato da stimoli e il carattere del protagonista sarà la causa del suo successo … così come dei suoi dolori. Egli apre gli occhi alla maggioranza degli insegnanti, Hardy suo personale collaboratore insiste su alcune dimostrazioni da effettuare al riguardo delle sue intuizioni. Per contro sia Littlewood che il filosofo Bertrand Russell suggeriranno al Professore di non essere troppo accademico nel percorso e di concedere, ogni tanto, briglia sciolta alla fervida mente del giovane.
Buona visione – Il talento deve essere in condizioni di emergere, così come il potenziale necessita di occasione per esprimersi , ma come il primo può mostrarsi dovunque siamo, non è detto che il contesto dove operiamo sia in grado di nutrire il potenziale. Solo un’ultima frase in uno dei confronti fra maestro e allievo: « tu, come Mozart sentiva un intera sinfonia nella testa, danzi coi numeri fino all’infinito »

