di Tiziana Etna
STARGATE 2.1 – Tre serie TV
La musica non è soltanto qualcosa che si ascolta. Può diventare colore, forma, vibrazione, movimento e persino un diverso modo di comunicare.
Negli ultimi anni, alcune serie TV e produzioni hanno esplorato il rapporto tra i sensi, mostrando come la percezione possa cambiare da persona a persona e come il suono possa essere vissuto anche attraverso il corpo.
“Viola come il mare”: quando le emozioni diventano colori
Un esempio italiano è Viola come il mare. La protagonista Viola Vitale percepisce le emozioni delle persone attraverso i colori. La serie utilizza questa particolare sensibilità per trasformare sentimenti come rabbia, gioia, vergogna e invidia in immagini visibili, offrendo una rappresentazione narrativa della sinestesia, il fenomeno attraverso il quale uno stimolo sensoriale può essere associato automaticamente ad un’altra esperienza percettiva.
Il colore diventa così un vero e proprio linguaggio. Ciò che normalmente viene percepito attraverso le parole, le espressioni del volto o il tono della voce, nella serie può essere riconosciuto attraverso la vista. Ed è proprio questo a rendere interessante il rapporto con la musica: anche per alcune persone una melodia o un suono possono essere associati spontaneamente a colori, forme o immagini.
“Sights and Sounds”: quando la musica diventa immagine
Un approccio ancora più diretto è quello di “Sights and Sounds”, produzione di Rhode Island PBS dedicata alla sinestesia.
Qui il tema viene affrontato attraverso le esperienze di artisti e musicisti che raccontano un modo particolare di percepire il mondo: suoni che possono evocare colori, forme e movimenti. Per alcuni musicisti la musica non rimane confinata all’udito. Può trasformarsi in immagini interiori e diventare persino parte del processo creativo.
È una prospettiva affascinante perché mette in discussione una convinzione apparentemente semplice: che ascoltare significhi soltanto ricevere un suono attraverso le orecchie. In realtà, la musica coinvolge emozioni, memoria, movimento e immaginazione. E in alcune forme di percezione può arrivare a coinvolgere direttamente anche la vista.
“Only Murders in the Building”: quando il suono passa attraverso il corpo
Il terzo esempio è “Only Murders in the Building” con un episodio costruito in larga parte dal punto di vista di Theo, un personaggio sordo interpretato dall’attore sordo James Caverly. La narrazione cambia completamente prospettiva. Le voci diventano ovattate e difficili da comprendere, mentre acquistano importanza il linguaggio dei segni, la lettura labiale, le immagini, i rumori profondi e le vibrazioni.
Lo spettatore viene così invitato a sperimentare una modalità percettiva diversa da quella abituale. Ed è qui che il concetto di ascolto assume un significato più ampio. Il suono non è soltanto ciò che arriva all’orecchio: alcune frequenze e vibrazioni vengono percepite anche fisicamente.
La musica, soprattutto attraverso il ritmo e le frequenze più basse, può quindi diventare un’esperienza corporea.
Tre serie, tre modi di percepire la musica da prospettive differenti.
La prima trasforma le emozioni in colori.
La seconda racconta la possibilità che la musica diventi immagine.
La terza mostra come il suono possa essere vissuto attraverso il corpo e le vibrazioni, anche quando l’ascolto uditivo non è possibile nel modo abituale.
La musica può essere ascoltata con le orecchie, ma anche percepita attraverso il corpo, associata a immagini, collegata alla memoria e trasformata in emozione.
Una canzone non rimane mai soltanto un insieme di suoni. Quando entra dentro di noi, può diventare un’immagine, un ricordo, un movimento, una sensazione.
In altre parole, può diventare esperienza.

